Insediato a Bologna il Comitato di Sorveglianza del POR
06/12/2007
Ricerca industriale e trasferimento tecnologico, sviluppo innovativo delle imprese, qualificazione nel settore dell’energia, dell’ambiente e del patrimonio culturale. Un ampio “pacchetto” di azioni, con una dotazione di circa 347 milioni di euro: è quanto prevede il Por, il documento di programmazione della Regione Emilia-Romagna per l’utilizzo dei Fondi strutturali, che ha ottenuto il via libera dalla Commissione europea. Proprio oggi si è aperta la fase attuativa del Programma operativo regionale, con l’insediamento del Comitato di sorveglianza, presieduto dall’assessore alle Attività produttive, Duccio Campagnoli. Dopo la presentazione e l’approvazione del regolamento del Comitato, sono state illustrate le modalità e gli strumenti di attuazione (bandi e procedure negoziali) e approvati i criteri di selezione (ammissibilità sostanziale, valutazione e priorità) dei progetti.Sulla base della cifra a disposizione, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di concentrare l’azione sui temi di Lisbona, circoscrivendo l’ambito del Por a quattro linee d´intervento: rafforzare la rete della ricerca industriale e del trasferimento tecnologico con creazione di tecnopoli per la competitività; favorire la crescita delle imprese attraverso processi di innovazione; promuovere la competitività energetica e la riqualificazione energetico-ambientale; infine, valorizzare e promuovere il patrimonio ambientale e culturale della regione.Ognuno dei quattro obiettivi specifici verrà raggiunto sulla base di assi prioritari. Il primo (ricerca industriale e trasferimento tecnologico) punta a promuovere la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico come fattore fondamentale per la competitività del sistema economico, rafforzando la rete regionale dell’alta tecnologia e la sua connessione con il sistema produttivo. Il secondo (sviluppo innovativo delle imprese) supporta l’evoluzione del sistema produttivo verso forme di innovazione, per garantire al sistema industriale e a quello territoriale competitività a livello internazionale. Il terzo asse si concentra sul tema della sostenibilità ambientale, promuovendo l’efficienza energetica e l’innovazione logistica per le merci e le persone. Il quarto asse, infine (valorizzazione e qualificazione del patrimonio ambientale e culturale) punta a valorizzare e qualificare le risorse dei territori in un’ottica di maggiore attrattività e fruibilità.